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Regionali Lazio e Lombardia - Facciamo il punto PDF Stampa E-mail
Scritto da Giacomo Fantola   
Giovedì 04 Marzo 2010 22:34

 

Alle ore 22 di giovedì 4 marzo sono escluse dalla competizione elettorale la lista PDL della provincia di Roma, il listino regionale del candidato presidente Formigoni (Centro Destra) e di conseguenza tutte le liste ad essa collegate (principalmente PDL e Lega Nord) di tutte le province lombarde. Proviamo a spiegare cos’è successo.

Quando si va a teatro per un concerto di musica classica che inizia alle nove, alle nove in punto le porte si chiudono e chi è dentro si gode il concerto chi è fuori ascolterà quello del turno successivo. Nel Lazio è accaduta una cosa di questo tipo; mentre tutte le liste erano sedute in platea, la lista PDL alle nove non c’era e le porte si sono chiuse. Poco importa se stava parcheggiando o si stava rifacendo il trucco in bagno il fatto è che alle nove non c’era e adesso deve aspettare la prossima tornata elettorale.

In Lombardia, invece, è accaduto un fatto diverso ma allo stesso modo banale.

 

Come in ogni tipo di elezione una lista deve essere presentata da un certo numero di elettori italiani – numero che varia da regione a regione - che devono apporre una firma che dichiari la loro volontà. Queste firme, oltre essere autentiche devono essere dichiarate valide da un pubblico incaricato tramite determinati timbri. Sostanzialmente alcune firme che sostenevano la candidatura di Formigoni non erano ammissibili, altre non validate. Alla fine il listino Formigoni non ha un numero sufficiente di firme tale da garantire la sua presentazione.

 

Le liste dei collegi provinciali sono direttamente collegate ad un listino regionale rappresentante la coalizione di liste (o la singola lista) il cui capolista è il candidato presidente di quel gruppo. La legge elettorale regionale vigente esclude dalla competizione le liste non collegate ad alcun listino regionale. Di fatto, non essendo ammissibile la lista Formigoni tutte le liste dei collegi provinciali ad essa collegate (PDL e Lega Nord) devono essere ritenute escluse.

Nel Lazio è accaduta una cosa analoga ma nelle ultime ore, a seguito di vari ricorsi, la corte d'appello ha riammesso alla competizione il listino della Polverini (Centro Destra) e quindi di tutte le liste ad essa collegate. Giusto per confonderci le idee ieri 3 marzo è stata riammessa anche la lista civica Polverini, del collegio provinciale di Roma, che era stata “congelata” in attesa di verifiche ulteriori.

In questo momento non ha senso parlare di eccessive formalità o di irremovibile burocrazia. Perlomeno ci fa sorridere (o rabbrividire) il fatto che il maggior partito italiano nelle più grandi città italiane non riesca a partecipare a delle “semplici” elezioni regionali.

 

Ultimo aggiornamento Venerdì 05 Marzo 2010 07:49
 

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